sabato 30 maggio 2015

Android fit, il lato migliore di Lollipop

Con l'introduzione di Lollipop, aka Android 5.0, Google ha deciso di fare la guerra al sovrappeso ed all'obesità. E no, se state pensando al fatto che dovete sudare per far arrivare la carica del cellulare fino a sera, vi state sbagliando.
Fate finta di non aver letto quello di cui sopra perché non mi va di scendere nella polemica di quanto Android 5.0 sia la versione, a mio avviso peggiore, dai tempi di Ice Cream Sandwich. Ok, sarei stupido a non considerarla come una versione di transizione che spezza col passato fatto di Holo blue e "flattume" generale, ma comunque mi son sempre riservato di criticarla per ciò che ha fatto diventare Android: un OS per tutti, ma proprio tutti tutti.

Comunque, tra i tanti aspetti negativi, quali le animazioni a 60fps che ciucciano più batteria di una stufa elettrica e quel bianco delle impostazioni che sembra di aver versato una ciotola di latte sullo schermo, spicca quella che, a mio avviso, è la caratteristica migliore di Android, ossia la sua integrazione col fitness. Grazie a Google Fit infatti potete monitorare i vostri... no sul serio? Dovrei davvero scrivere una recensione di Android 5.0 dal lato "fit" 8 mesi dopo che è uscito Lollipop? No no, vi risparmio e mi concentro su quello che inizialmente volevo raccontarvi, ossia la mia esperienza con il lato fit di Android, vissuta attraverso 2 smart gadget, una fantastica applicazione, quale è Runtastic e la mediocre app dello XiaoMi MiBand.

Potete ammirare le confezioni dello XiaoMi MiBand e delle Mpow Swift, perché mostrare le scatole fa cool, no?
Sì beh, insomma, la stagione calda sta per arrivare e finalmente ho deciso di ritagliarmi un po' di tempo per andare a farmi una corsetta di tanto in tanto, ma che gusto nel farla se non ci metto un po' di un'altra mia passione? 
Ed infatti ho approfittato subito di due sconticini che avevo su Amazon e mi son regalato le Mpow Swift e lo XiaoMi MiBand.
Le prime sono delle cuffie bluetooth resistenti all'acqua ed alla polvere con tanto di perni per aggangiarci al lobo delle orecchie in modo da non cadere mentre si corre, mentre il secondo è il braccialetto low cost di XiaoMi fatto per monitorare i propri passi ed il sonno (già).
Con meno di 50€ totali, compresi i costi di spedizione, le ho prese senza tanta indecisione e, a parte, ho preso anche quella pretenziosissima custodia per telefoni da agganciare all'avanbraccio, in modo da portarlo in giro correndo senza che il telefono si bagni. Sinceramente non so il nome, per cui passerò oltre.
Avevo il reparto hardware, mi mancava quello software: ho optato per la solidissima Runtastic Pro e per l'applicazione dello XiaoMi MiBand a fare da controprova dei passi acquisiti.

Legato il telefono al braccio, messa su la mia playlist da jogging, son partito con la mia prima sessione di corsa geeky ed ecco un sunto (o recensione) di quella che è stata l'esperienza.

Mpow Swift

Solidissime e resistentissime, con bluetooth 4.0 a bassa energia, sono delle cuffie ergonomiche e funzionali che si agganciano al lobo del proprio orecchio mediante dei "fermi" (in dotazione ce ne sono di varie dimensioni). Si collegano in un lampo, sono semplicissime da usare e soprattutto funzionano!


Sulla destra vedete subito il volume rocker che, a parte aumentare e diminuire il volume (duh), con una pressione lunga, skippa canzone. 
A sinistra, invece, c'è il pulsante di accensione nonché di collegamento al dispositivo bluetooth. Tenendo premuto il pulsante, la scritta "Mpow" si illuminerà di blu e nelle cuffie, una voce da donna comunicherà l'effettivo stato d'accensione con un "Power On", alla connessione, invece, sentirete "Connected" ed allo spegnimento, ovviamente, "Power Off".
That's it, non c'è altro da dire, sono cuffie, sono cheap e funzionano alla grande! Ho corso col vento, col sole ed addirittura con una leggera pioggia, hanno sempre tenuto e non sono mai cadute dall'orecchio. Il segnale non viene mai perso (hanno un range di una cinquantina di metri) ed il suono è chiaro e limpido. Il volume è anche molto alto, evitate se non volete essere messi sotto da un tram che vi intima di levarvi dalla carreggiata con orde di "sclacsonate".

XiaoMi MiBand

"Bah, cineseria, è sicuramente monnezza".

Sebbene quest'affermazione sia vera nel 99% dei casi, ci sono alcuni marchi, come XiaoMi, Lenovo e Chuwi (mia ultima esperienza), che dominano. Ed il MiBand è uno di quei prodotti che domina.


I peli in primo piano sono il tocco d'arte contemporanea del quale questa foto aveva bisogno.
Con soli 20,85€ mi sono aggiudicato questo cosetto che, personalmente, considero un gioiello di tecnologia. Il MiBand consiste in un corpo centrale costituito da un ovale di metallo, che sarebbe il vero e proprio accessorio, più il bracciale di gomma. Ovviamente è tutto senza schermo e l'unico modo di interagire è dato dalla superficie argentata che vedete, ovviamente touch. Dal suo canto, l'interazione viene condotta da 3 led (si intravedono gli slot nella foto) che comunicano lo stato d'essere del dispositivo, e dalla vibrazione.
I 3 led rappresentano i 3/3 del vostro obiettivo. Raggiungendo 1/3, si accenderà il primo led per qualche secondo, raggiungendo il 2/3 si accenderà anche il secondo, raggiungendo i 3/3, si accendono tutti quanti e vibrerà il dispositivo.
La vibrazione funziona anche nel momento in cui configurate la notifica per le chiamate in entrata: appena riceverete una chiamata, il MiBand comincerà a vibrare, easy peasy.
Ma la sua vera funzione è quella di contapassi e, vi assicuro, è preciso al centimetro. Calcola il passo tramite, suppongo, un giroscopio ed un sensore di movimento, capisce quando siete a piedi o in bici (i movimenti in bici non vengono contati neanche per errore) o in auto e rimane fedele al solo passo a piedi.

Inoltre riesce a monitorare anche il sonno, il momento in cui vi addormentate, quello in cui vi svegliate e se, nel corso della notte, siete in sonno leggero o in sonno pesante, nonché i momenti di veglia. Personalmente non ho capito come faccia, suppongo sempre in base ai movimenti involontari nel sonno, ma non mi pronuncio sulla questione.
Ah, non vi ho detto una chicca: la batteria è praticamente infinita! 


Sì perché, con le moderne batterie ultratecnologiche e non avendo schermo, la batteria arriva a durare 2 mesi, con picchi di 3 mesi se tenete spento il bluetooth del telefono (interrompendo la comunicazione e quindi l'uso del sensore bluetooth del MiBand).
Spettacolo.

Dal lato software, invece, non ci siamo granché: dicevo prima che per interfacciarsi al MiBand si usa il touchscreen, ma il vero approccio è lo smartphone e la relativa app "Mi", che, purtroppo, fa abbastanza pena. Per carità, segna la carica e ti tiene aggiornato sui passi e sul sonno, ma si inceppa in continuazione e spesso tocca killarla per avere i dati aggiornati al suo successivo avvio.




Sulla sinistra vedete il contapassi per la sessione di questa mattina, mentre sulla destra il mio sonno della scorsa notte. Mentre per il contapassi posso confermare essere molto preciso grazie alla controprova effettuata con Runtastic, per il monitoraggio del sonno evito di proferire parola.

Fine. Sì, perché se vi aspettate che vi facciano il caffè o che ci siano maggiori funzioni da due dispositivi sostanzialmente "fit", avete sbagliato dispositivi.
L'unica carenza, vera carenza, che ho trovato, è quella del MiBand di non dare informazioni sul battito cardiaco, ma fondamentalmente non credo siano così tanto utili. 

Invece per quanto riguarda i "pro", lo XiaoMi è diventato il mio nuovo fido bracciale, lo porto sempre, compresa la notte e amo vedere monitorati i miei progressi (o fallimenti) nel corso dei giorni.

Giudizio finale

Mbeh, certo è che se vi piace stare comodi sul divano, posso vendervela al meglio delle mie possibilità, ma non vi piaceranno comunque. Per chi invece ama correre e sudare, sappiate che sono due fedelissimi alleati.