sabato 22 novembre 2014

Mi serve un tablet....?


La domanda è ovviamente retorica e non mi aspetto una risposta, ma ipotizziamo che essa sia "sì". Ipotizziamo perché, a mio avviso, un tablet è relativamente utile, ma non perché è possibile sostituirlo con un PC o con lo smartphone, ma perché è utile in certi contesti.
L'introduzione è un po' enigmatica, ma non tanto perché lo è il concetto, tanto perché alle 10 di sera fatico a carburare.
Tornando seri (beh...) e facendoci un'analisi di coscienza prima di arrivare al punto del discorso: a cosa ci serve un tablet?
Guardiamo le funzioni e le caratteristiche peculiari:

1. La più importante, la connessione ad internet

In un mondo dove tutto si evolve in maniera social, dove immagazziniamo i nostri dati su server in cloud e l'instant messaging è passato dagli SMS ai vari servizi come Whatsapp, Telegram, Skype e Viber, non possiamo fare a meno di internet e quindi del modulo Wi-Fi o, ancora meglio, del modulo 3-4G. 

2. Schermo grande 

È vero che i telefoni si stanno evolvendo portando con loro il parallelo ingrandimento del display (arrivando fino a 6 pollici e rotti per i phablet più recenti), ma vogliamo paragonare la comodità di avere un 7" o, meglio ancora, un 9" o 10"? 

3. Batterie molto capienti

Il mio buon vecchio Nexus 7 2012 ha una batteria da 4325mAh che, in teoria, mi dovrebbe garantire dalle 4 alle 6 ore di schermo acceso con un tempo di scarica di almeno 24 ore. Ma parliamo di quasi 3 anni fa! Il neonato Nexus 9 ha con sé una batteria da ben 6700mAh che dovrebbe garantire 5-7 ore di uptime con lo schermo acceso, un toccasana per i lunghi viaggi in treno!

4. Potenza di calcolo!

Con l'evoluzione sfrenata dei chipset Nvidia e Qualcomm, ormai avere un tablet che non riesca a fare andare il proprio OS, o meglio, la propria versione di Android, è un ricordo lontano ed evanescente (o quasi). Giocare anche ai titoli più recenti su uno schermo da 9 pollici e con una CPU a 64bit è un piacere irresistibile ed offre un'esperienza di gaming mobile invidiabile, anche rispetto alle tante console da salotto.

Insomma, le caratteristiche unicamente peculiari dei tablet possono offrire vantaggi che, a loro volta, offrono esperienze uniche per l'utente.

Ma ecco che arriva Klaas a rovinare questo momento quasi idilliaco con un altro suo sproloquio fondato solo su opinioni e non su verità.

Beh, ma è ovvio che è così, altrimenti che ci scrivo su sto blog, se non le mie opinioni?

È vero, avere un tablet effettivamente offre un'esperienza d'uso differente rispetto allo smartphone ed io stesso amo buttarmi sul letto a guardare un film su Netflix usando il tablet piuttosto che usare il tavolino (che fa tanto americano obeso davanti alla tv) ed il portatile (da 3.5kg), ma la vera domanda è, quanto e quando davvero vale la pena?

Quando si preferisce un tablet? Voglio dire, dobbiamo stare a messaggiare? Abbiamo lo smartphone! Social? Smartphone! Email? Smartphone! Gaming? C'è il pc o comunque anche lo smartphone può far giocare discretamente bene. Viaggi in treno/autobus/slittino trainato da cani che fanno concorrenza a Baldo? Sì sì, avete chiara la solfa, anche lo smartphone si presta bene a questo genere di operazioni e si presta ancora meglio con un paio di undervoltate alla CPU.

Quindi?

Quindi niente, io mi son fatto questo esamino di coscienza qualche tempo fa ed in base ai miei usi ho notato che il tablet lo trovo molto utile (ma non indispensabile) quando si tratta di:
- guardare film senza la necessità di ingombrarmi col PC
- scrivere documenti e tabelle
- leggere qualche pdf o qualche e-book

La seconda domanda che verrebbe da porsi sarebbe: vale la pena spendere dai 100 ai 450€ per un tablet per questi usi? Personalmente limiterei il target pecuniario a sotto i 200€, ma queste sono opinioni mie e non è il centro del discorso che volevo prendere. 

Dicevo, gli usi che ne faccio son questi. Ma ultimamente e soprattutto con l'avvento di Lollipop, ho constatato, dopo qualche dubbio proveniente da JellyBean 4.1.2, che c'era qualcosa che non andava con la mia esperienza d'uso di Android sul Nexus 7.
Non capiamoci male, amo Android e, anche dopo aver provato iOS 8 e Windows Phone 8.1, penso che non abbia rivali in quanto ad esperienza utente, ma sul tablet c'è qualcosa che non mi ha mai convinto. Il menu dei quick settings separato dal notification drawer, le impostazioni e l'app drawer che hanno un layout troppo da telefono, senza dimenticare la homescreen dei launcher con delle funzioni e caratteristiche da schermo piccolo piuttosto che da un device che dovrebbe essere un semi-pc.

Insomma, tutto ha l'aspetto e le funzionalità di un grosso telefono e non di un ambiente realmente differente.
Ma non è stato sempre così.


Ricordate questo ragazzone qui sopra? Per i giovani utenti androidiani che magari non hanno avuto il piacere di vederlo, questo signore qui su si chiama Android 3.0 HoneyComb o in altre parole, la consapevolezza di Google di non gettarsi sul mercato dei tablet in maniera indipendente
Se non si fosse capito, ho criticato la decisione di Google di abortire il progetto HoneyComb, ossia l'esperienza Android puramente per tablet, per far fronte, invece, all'esperienza smartphone-like dei giorni d'oggi.
HoneyComb infatti aveva molto vantaggi che, uniti alle feature e alle nuove app introdotte nei tempi recenti (come le app Office di Google), avrebbero fornito la perfetta esperienza tablet.

Pensateci, le notifiche e i quick settings posti in basso a destra ed accessibili con uno swype dal basso. I tasti di navigazione relegati nell'angolo in basso a sinistra, anch'essi gestibili con una sola mano. Il tasto dell'app drawer in alto a destra e tanto, con l'orologio a presidiare in alto a destra ed il widget di ricerca il alto a sinistra, con tanto spazio per le varie icone sul "desktop", quali "Fogli" o "Documenti" by Google, ma anche qualche giochino a contornare il tutto. Non sarebbe fantastico? Avremmo la nostra postazione perfetta di lavoro/gaming/semi-PC.

Ed invece no.

Abbiamo un'esperienza da esercitare con due mani e con schermi che vanno oltre i 7 pollici, le cose si complicano. Personalmente, tramite un dongle-USB, preferisco usare il mouse ed una tastiera quando devo lavorare in mobilità, molto più comodi del touch e della tastiera touch.

Ma tutte queste esitazioni ed incertezze (wow sono a corto di aggettivi) non puntano tutte verso un'unica direzione, o meglio, verso un'unica risposta?

Prima di gridare allo scandalo, calmatevi un attimo e rifletteteci. Ok, Windows è un sistema chiuso e non è Android, ma è davvero un grosso problema? Pensateci un po', qual è il device che i tablet hanno fatto quasi estinguere? Esatto, i netbook, ossia piccoli PC con schermo non touchscreen e con Windows/Linux montato di fabbrica. Il perché? Beh, perché i tablet sono più "fighi" e perché sono anche più comodi e hanno lo schermo touchscreen. Ma il sistema operativo desktop che hanno i netbook è molto più comodo di Android 4.0+, quindi la soluzione eccola comparire anche in voi: abbiniamo la praticità dei tablet alla funzionalità del sistema operativo desktop/ibrido e abbiniamoci una tastiera ed un mouse.

La risposta? I tablet multifunzione ideati da Microsoft ed Asus!

Personalmente mi sono innamorato di questo gioiellino e se non fosse che in famiglia è appena arrivato il notebook nuovo ed il nuovo Nexus 5, ci farei anche un pensierino per soppiantare il Nexus 7.

Insomma, a mio avviso la platea tech ha interpretato male questi gioiellini fatti in collaborazione tra Asus e Microsoft pensandoli troppo come tablet e troppo poco come PC. Sono, sempre a mio avviso, un ibrido perfetto di quello che dovrebbero essere le due funzioni e sono un ottimo sostituto agli ultracostosi ultrabook.

Certo, possiamo poi discutere ore ed ore sul fatto che Microsoft non proponga il parco applicazioni che offre il Play Store, ma la mancanza di una platea enorme, come quella che invece ha Android, è sicuramente un forte limitante verso gli sviluppatori, che scelgono mercati ben più ampi (e saturi) per i loro programmi. Insomma, è il classico serpente che si morde la coda.

Scommetto che vi ho annoiati, ma, ehy, è sabato e sono in casa, quindi perché non dare spazio alla mia creatività noia e saturare il blog di articoli con opinioni della quale non frega niente a nessuno?